Il Vicerè della Campania, Sig. Antonio Bassolino, persevera ostinatamente nel negare agli italiani ed ai napoletani in particolare le sue dimissioni, che pure gli sono da questi richieste a gran voce.
Sostiene che tali dimissioni non sarebbero utili e che egli deve invece contribuire con tutti i suoi mezzi alla risoluzione della crisi.
Se non fossimo nella tragedia più imbarazzante e patetica, queste parole sarebbero veramente comiche. A parte una totale mancanza del senso della vergogna, le dichiarazioni del Vicerè dimostrano anche una megalomania fuori dal comune perfino per gli standard dell’indecente casta politica italiese. Questa megalomania è stata alimentata a dismisura da quindici anni di incensamenti, omaggi ossequiosi e riconoscimenti che - a fronte del nulla determinato nello sviluppo di Napoli da un potere politico-amministrativo pressoché totale e senza critiche né vere opposizioni - i media, i gazzettieri, gli intellettuali da un tanto al chilo, gli artistelli di regime e i sindacalisti di sua maestà hanno tributato al Sig. Bassolino. Questa megalomania lo porta oggi a ritenere non solo che la sua responsabilità nel disastro della monnezza sia solo parziale e quasi casuale, ma che egli possa addirittura svolgere un ruolo positivo nella fuoriuscita da tale crisi. A questo compito salvifico egli si sente chiamato dal proprio senso del dovere e dell’impegno politico e, perciò, per il solo bene del popolo, egli intende restare al suo posto, pronto come sempre a dare il meglio di sé.
Risulta effettivamente difficile trattenersi da un liberatorio: ma vaff….
Un po’ tutti danno per scontato che il Vicerè farebbe bene a dimettersi e a sparire per un bel po’ dalla scena pubblica, ma nessuno sembra capace di spiattellargli in faccia una lista di motivazioni cogenti e oggettive con le quali zittire le sue roboanti vuotaggini. Cosicché nei salotti della tv si continuano i soliti salamelecchi e dai nuovisti del nuovissimo partito democratico (vecchi, in realtà, come ogni mediocrità) non vengono che slogan, formulette vaghe e inconcludenti, appelli al “serrate i ranghi”, ma nessuna vera parola di critica e a autocritica.
Vediamo allora di fare un po’ il conto.
Bassolino deve dimettersi perché negli ultimi dieci anni per lo meno ha governato e/o controllato, direttamente o indirettamente per il tramite di uomini politici suoi fedelissimi, la Regione Campania, il Comune e la Provincia di Napoli, la maggior parte dei comuni dell’area metropolitana di Napoli, tutte le aziende ed i consorzi pubblici insistenti sul territorio, tutte le ASL, gli ATO, le società incaricate di gestire i patti territoriali e gli accordi di programma insistenti sul territorio napoletano ed ogni altro braccio operativo dell’enorme e dispendiosissima macchina statale. Ha retto il Commissariato Straordinario per l’emergenza rifiuti per 3 o 4 di questi anni e per altri dieci degli ultimi quindici anni ha goduto del favore e dell’appoggio incondizionato dei governi nazionali, di cui per una breve parentesi, ha fatto anche parte con l’incarico di Ministro del Lavoro. Con una simile concentrazione di potere Bassolino ha avuto per dieci anni almeno la possibilità di intervenire con un’efficacia senza pari e senza precedenti nella storia politica napoletana in tutta la complessa rete di problemi legati allo smaltimento dei rifiuti in Campania e invece non ha prodotto nessun intervento che abbia contribuito a disinnescare la bomba che è esplosa poche settimane fa. Ha avuto tutto il tempo, tutti i mezzi normativi, tutte le risorse finanziarie, tutto l’appoggio politico, tutto il consenso popolare per determinare a Napoli soluzioni innovative e di grande respiro, per dare prova di vera capacità di governo e invece non ha realizzato niente. E per questo si deve dimettere.
Bassolino si deve dimettere perché gli atti del Commissariato Straordinario di Governo per l’emergenza rifiuti con i quali sono stati moltiplicati per 60 (sessanta) gli stipendi dei dirigenti del Commissariato stesso a fronte di nessuna produttività e di nessuna realizzazione, portano la sua firma.
Bassolino si deve dimettere perché gli atti del Commissariato Straordinario di Governo per l’emergenza rifiuti con i quali sono state liquidate parcelle milionarie a consulenti le cui consulenze non sono state poi nemmeno prese in considerazione portano la sua firma.
Bassolino si deve dimettere perché gli atti del Commissariato Straordinario di Governo per l’emergenza rifiuti con i quali sono stati acquistati (per milioni e milioni di euro) camion che non sono mai entrati in funzione e sistemi di telerilevamento che nessuno ha mai utilizzato portano la sua firma.
Bassolino si deve dimettere perché gli atti del Commissariato Straordinario di Governo per l’emergenza rifiuti con i quali enormi risorse sono state dilapidate e sottratte ai loro fini principali portano la sua firma.
Quando il giornalista di Report gli contestò le stesse cose durante la celebre intervista andata in onda l’anno scorso, credendo che le telecamere fossero spente, il Vicerè – evidentemente iracondo per la lesa maestà – urlò che lui “non sapeva un cazzo” di quelle consulenze e di quelle spese. Tutta l’Italia lo sentì ma solo pochi cominciarono a capire il grande bluff che si era costruito negli ultimi quindici anni a Napoli dietro l’immagine di Bassolino.
Ma è proprio questo il punto.
Bassolino si deve dimettere perché non sa un cazzo del modo in cui ha speso l’enorme quantità di denaro che gli era stata affidata per risolvere il problema della monnezza.
Si deve dimettere perché non sa un cazzo di come tale problema vada affrontato e perché, più in generale, ha dimostrato di non sapere un cazzo di come si governa la cosa pubblica e di come si creano benessere e sviluppo.
E ora, per mantenerci sul suo stile (quello vero, quello che viene fuori solo quando le telecamere sono spente e gli slogan buonisti e la faccia simpatica non servono più), ora è tempo che se ne vada fuori dalle palle!
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